Sei sicuro di voler sbloccare questo articolo?
Il Pontefice è in Algeria per la prima tappa della sua missione di pace in Africa.
Il Pontefice è in Algeria per la prima tappa della sua missione di pace in Africa.
Il terzo viaggio apostolico di Papa Leone XIV è iniziato sotto il segno di un acceso scontro internazionale.
Partito da Fiumicino alla volta dell'Algeria, prima tappa di un tour di undici giorni che toccherà anche Camerun, Angola e Guinea Equatoriale, il Pontefice ha dovuto replicare agli attacchi frontali di Donald Trump.
Il Presidente USA aveva pubblicato sui social un'immagine creata con l'intelligenza artificiale che lo ritraeva come Gesù, circondato da aquile e bandiere, giustificandosi poi dicendo: "Nell'immagine che ho condiviso pensavo di apparire come un medico". La foto, accusata di blasfemia, è stata rimossa dopo le proteste dei vescovi americani, che si sono detti “scoraggiati” dalle parole denigratorie del leader statunitense.
Prima ancora, Trump aveva definito Leone XIV "debole" e "pessimo in politica estera".
Dal volo papale, Leone XIV ha risposto con risolutezza: “Io non ho paura dell’amministrazione di Trump. Continuerò a parlare a voce alta del messaggio del Vangelo”, aggiungendo che “qualcuno debba alzarsi e dire che c’è una via migliore” rispetto alla guerra.
A sostegno del Papa è intervenuta con forza Giorgia Meloni: “Trovo inaccettabili le parole del Presidente Trump nei confronti del Santo Padre. Il Papa è il capo della Chiesa Cattolica, ed è giusto e normale che invochi la pace e che condanni ogni forma di guerra”.
Anche il Presidente Sergio Mattarella ha inviato un messaggio al Pontefice, sottolineando che “il destino dell’Africa è legato all’Ue e all’Italia” e che nessuno potrà restare indifferente a questi solenni richiami.
Giunto ad Algeri, il Papa ha visitato a piedi scalzi la Grande Moschea, dichiarando che “questo incontro è la prova che possiamo provare a rispettarci, a vivere in armonia e costruire la pace”. Davanti alle autorità algerine, il Pontefice ha denunciato le disuguaglianze delle società avanzate e le “tentazioni neocoloniali”, lanciando un accorato appello affinché il Mediterraneo e il Sahara non siano più “cimiteri dove muore anche la speranza”.
La missione, che prevede oltre 20 discorsi complessivi, prosegue con il sostegno del governo italiano, con i ministri Tajani e Crosetto che hanno augurato al Santo Padre di piantare "alberi di pace" in un continente considerato fondamentale per la stabilità globale.
APPUNTAMENTI IN AGENDA