Medio Oriente: Trump firma a Davos lo Statuto del "Board of Peace" per Gaza, Londra e Ue frenano, Mosca offre fondi

Londra nega l'adesione per il caso Putin. Possibile accordo per il disarmo di Hamas.

(Prima Notizia 24)
Giovedì 22 Gennaio 2026
Roma - 22 gen 2026 (Prima Notizia 24)

Londra nega l'adesione per il caso Putin. Possibile accordo per il disarmo di Hamas.

Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha siglato oggi a Davos l’atto costitutivo del Board of Peace, definendolo "uno degli organismi più importanti mai creati". Alla cerimonia hanno partecipato i rappresentanti di circa venti nazioni, segnando il debutto ufficiale di un ente che, secondo il tycoon, collaborerà attivamente con le Nazioni Unite per la stabilizzazione della Striscia di Gaza.

"Tutti vogliono farne parte", ha affermato Trump, circondato dai leader firmatari, tra cui spiccano i rappresentanti di Arabia Saudita, Qatar, Turchia, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Ungheria e Argentina. Il Segretario di Stato Marco Rubio ha parlato di una "nuova era", precisando che l'assenza di alcuni alleati è dovuta a "limitazioni costituzionali" interne, ma prevedendo nuove adesioni a breve.

Il fronte delle defezioni: il nodo Putin

Nonostante l'ottimismo della Casa Bianca, si registrano pesanti defezioni nel blocco occidentale. Il Regno Unito ha formalizzato il proprio rifiuto attraverso il Ministro degli Esteri Yvette Cooper, citando gravi preoccupazioni per il possibile coinvolgimento di Vladimir Putin. Parallelamente, fonti di Bruxelles riferiscono che l'Unione Europea discuterà il dossier in un vertice straordinario alle ore 19:00: molti leader europei chiedono "chiarimenti" prima di impegnarsi formalmente.

La posizione della Russia e il vertice di Mosca

Mentre a Davos si firmava lo statuto, a Mosca il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha confermato l'incontro tra Putin e Abu Mazen. All'ordine del giorno, oltre al Board of Peace, vi è la proposta russa di stanziare un miliardo di dollari derivanti dai beni russi congelati negli USA per finanziare l'organismo.

"La Russia è sempre stata amica della Palestina", ha ribadito Peskov, sottolineando la volontà di Mosca di giocare un ruolo di primo piano nella risoluzione del conflitto.

Indiscrezioni sul disarmo di Hamas e il valico di Rafah

Sullo sfondo diplomatico, trapelano dettagli su un possibile accordo tra Hamas e l'amministrazione Trump. Secondo fonti di Sky News Arabia, l'organizzazione sarebbe pronta a consegnare armi e mappe dei tunnel in cambio della trasformazione in partito politico non bersagliabile.

L'intesa prevederebbe l'esilio per i leader di Hamas verso la Turchia (o altre destinazioni) e l'integrazione di parte della polizia locale nella nuova amministrazione di Gaza, previo controllo di sicurezza israelo-americano.

Sul fronte umanitario, resta l'incognita sulla riapertura del valico di Rafah. Nonostante l'annuncio del comitato tecnocratico palestinese per una ripresa dei transiti la prossima settimana, fonti della sicurezza di Israele smentiscono: "Il valico non aprirà finché Hamas non restituirà il corpo dell'ultimo ostaggio".


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