Mecum Kissimmee 2026: quando la storia batte il portafoglio

Dall’asta di Kissimmee arriva una lezione per collezionisti e preparatori: oggi il valore lo fanno pedigree, tracciabilità e originalità, non la sola estetica. E a febbraio, con Race Retro, la selezione sarà ancora più dura: conta chi ha carte in regola e meccanica “come allora”, non chi vende fumo.

(Prima Notizia 24)
Domenica 18 Gennaio 2026
Roma - 18 gen 2026 (Prima Notizia 24)

Dall’asta di Kissimmee arriva una lezione per collezionisti e preparatori: oggi il valore lo fanno pedigree, tracciabilità e originalità, non la sola estetica. E a febbraio, con Race Retro, la selezione sarà ancora più dura: conta chi ha carte in regola e meccanica “come allora”, non chi vende fumo.

Si è appena chiusa l’asta di Kissimmee e, per chi mastica asfalto e olio bruciato, il messaggio è arrivato forte e chiaro. Se pensavate che bastasse una bella verniciata per fare il prezzo, vi sbagliavate. Il mercato 2026 ha emesso la sua sentenza: senza Storia e senza Carte, non si va da nessuna parte.

La Ferrari 250 GTO "Bianco Speciale" è stata l’auto più cara mai venduta da Mecum, ma il prezzo di 38,5 milioni di dollari (molto sotto le stime di 60-70M) ci insegna qualcosa di fondamentale.
Perché non ha raggiunto le cifre record? Perché il mercato non perdona: il motore originale è andato perduto in un incendio negli anni '60, dopo essere stato montato su una Cooper da Formula 1. Anche se Ferrari Classiche ha rifatto il propulsore alla perfezione seguendo i disegni dell’epoca, nel collezionismo estremo il 'Matching Numbers' è la legge.

Se perdi il cuore originale, perdi metà del valore. La storia si paga, ma l'originalità si venera.
C’è un dato che mi dà ragione da anni: le "Grandi Invendute". Dalla Porsche 917K (ex-McQueen) rimasta al palo a 25 milioni, alla Shelby Cobra 427 S/C, il segnale è uno solo: il compratore esperto non si fa più incantare. Se la riserva è "emotiva" e non supportata da una documentazione d'acciaio, l'auto resta sul carrello. I compratori oggi pretendono la tracciabilità totale.

Il boom delle Ferrari anni '90 (Enzo a 17,8M e F50 a 12,2M) ci dice che il mercato cerca la "Meccanica Analogica". Ma attenzione: il valore lo fa la conservazione. Un'auto con pochissimi chilometri vale oro; un'auto pasticciata o senza pedigree chiaro non la vuole nessuno.


Se Kissimmee è stata l'antipasto per i collezionisti di hypercar, il piatto forte per noi che corriamo arriva a Febbraio con RACE RETRO (UK).
Ma parliamoci chiaro: lì i veri esperti cercheranno (e guarderanno) molto meglio. Oggi si fa presto a dire "Passaporto FIA (HTP)", ma troppi lo usano come un pezzo di carta per poi infilare sotto il cofano soluzioni moderne che negli anni '60 non esistevano.


Il mio pensiero è netto: il Passaporto FIA vale solo se rispetta la specifica originale dell’epoca. Correre con una Cooper Mk1, una Jaguar E-Type o un'Alfa preparata oggi significa rispettare i materiali, le tolleranze e la tecnologia di allora. Altrimenti non è una storica, è una replica moderna che scimmiotta il passato. A Race Retro cercheranno le auto "vere", quelle con le carte in regola e la meccanica coerente. Il resto è solo fumo negli occhi. 

Il tempo dei furbetti è finito. Vince chi ha le carte, chi ha la storia e chi rispetta l'originalità assoluta. Ci vediamo a febbraio. Lì capiremo quanto valgono davvero i nostri motori "cattivi", quelli fatti come Dio comanda.  (Gianluca Bardelli)


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