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- Lunedì 20 Aprile 2026
Allarme sanità: calano i vaccini, mai così tanti casi di pertosse e morbillo negli ultimi 27 anni
Nota congiunta di UE, OMS e Unicef per la Settimana dell'immunizzazione: nel 2024 registrati quasi 300 mila casi di pertosse, pesano disinformazione e debolezze dei sistemi sanitari.
In occasione della Settimana europea dell'immunizzazione, in programma dal 19 al 25 aprile, la Commissione europea insieme agli uffici regionali di OMS e Unicef ha diffuso dati allarmanti che evidenziano un pericoloso arretramento nella lotta alle malattie prevenibili.
Nonostante i traguardi storici, come il fatto che la regione "è rimasta indenne dalla poliomielite endemica dal 2002" e che tra il 2000 e il 2024 "i casi di rosolia sono diminuiti di oltre il 99%, quelli di difterite del 90% e quelli di parotite del 95%", il recente calo delle coperture vaccinali ha invertito la rotta.
Nel 2024 sono stati infatti segnalati "oltre 298 mila casi di pertosse, il numero più alto mai registrato", mentre i contagi di morbillo hanno superato quota 127 mila, toccando il picco massimo degli ultimi 27 anni.
Le organizzazioni internazionali hanno individuato diverse cause alla base di questo fenomeno, non limitandole esclusivamente alle decisioni dei singoli cittadini. Se da un lato è vero che "parte di questo fenomeno può essere attribuito alla scarsa consapevolezza, alla disinformazione e alla sfiducia nei vaccini o nelle autorità sanitarie", dall'altro emergono gravi carenze strutturali. Le istituzioni sottolineano infatti che "questi focolai rivelano anche una copertura vaccinale disomogenea e debolezze nei programmi di immunizzazione e nei sistemi di assistenza sanitaria primaria", richiamando l'attenzione sulla necessità di investimenti costanti per mantenere i risultati ottenuti e garantire la sostenibilità delle campagne vaccinali.
L'appello finale lanciato da UE, OMS e Unicef è un invito pressante all'azione coordinata per evitare crisi sanitarie su vasta scala. Le autorità hanno ribadito con forza che "l'Europa non può permettersi di fare passi indietro", evidenziando come sia ormai "imperativo rafforzare i programmi di immunizzazione nazionali e regionali e accelerare le azioni coordinate a livello globale".
Solo attraverso un potenziamento dei sistemi di sorveglianza e una corretta informazione sarà possibile arginare la diffusio
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