
- Prima Notizia
- Venerdì 17 Aprile 2026
Sicurezza a Hormuz, vertice all’Eliseo tra i leader europei: l'obiettivo è una "terza via" per la libertà di navigazione
I capi di Stato e di governo di Francia, Regno Unito, Italia e Germania si riuniscono per definire una missione internazionale che garantisca il transito commerciale nel Golfo.
Il Presidente francese Emmanuel Macron ha aperto le porte dell'Eliseo per accogliere il primo ministro britannico Keir Starmer, dando ufficialmente inizio alla Conferenza sulla navigazione marittima nello Stretto di Hormuz organizzata congiuntamente da Parigi e Londra.
All'incontro partecipano in presenza anche la premier italiana Giorgia Meloni, arrivata nel cortile presidenziale a bordo di una Stelvio rossa, e il cancelliere tedesco Friedrich Merz.
Il summit si allarga in videoconferenza a circa trenta nazioni provenienti da diversi continenti, con l'intento dichiarato di strutturare una proposta diplomatica e operativa solida.
Secondo quanto riferito da fonti dell'Eliseo, lo scopo principale è quello di costruire una iniziativa che rappresenti "una terza via tra la pressione massima praticata in precedenza dagli Stati Uniti sull'Iran e la ripresa della guerra, incluso le distruzioni iraniane contro i Paesi del Golfo".
In questo quadro, gli Stati Uniti non risultano associati direttamente al progetto, nonostante la propensione tedesca a un loro coinvolgimento, poiché Parigi intende mantenere un profilo distinto dal conflitto in corso. Dalla presidenza francese viene infatti ricordato che "tutto si farà certamente in dialogo con gli americani ma non entreremo in una coalizione con gli Usa semplicemente perché non siamo parte del conflitto", evidenziando la precarietà di una tregua la cui durata appare ancora incerta.
La priorità assoluta per i partecipanti è stabilizzare il passaggio delle merci fornendo garanzie concrete agli operatori del settore e alle assicurazioni, subordinando la missione a condizioni chiare: "che lo Stretto non sia minato e che non venga e introdotta nessuna forma di pedaggio".
Proprio su questo punto è intervenuta la ministra della Difesa Catherine Vautrin, ribadendo con fermezza che "non vogliamo un pedaggio" e precisando che, sebbene permangano dubbi sullo stato dei fondali, i Paesi aderenti sono pronti a intervenire per bonificare e scortare i convogli.
La ministra francese ha inoltre sottolineato la necessità di un approccio pragmatico, affermando che "non si può ripristinare la circolazione a Hormuz senza discutere con i belligeranti".
La compattezza del blocco europeo è considerata essenziale per affrontare le ripercussioni economiche della crisi mediorientale che si sommano a quelle del conflitto ucraino. Da Parigi viene rimarcato come "l'unità europea pare già solida ed è più che mai necessaria di fronte a rischi che dobbiamo fronteggiare collettivamente", vedendo nella partecipazione simultanea dei quattro grandi leader continentali un segnale di coesione fondamentale per definire azioni a tutela dell'interesse comune.
Al termine della sessione sono attese comunicazioni ufficiali da parte dei capi di governo per illustrare la pianificazione della futura missione marittima.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24
















