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  • Venerdì 17 Aprile 2026

Sciopero sanità privata, protesta a Roma per il blocco dei contratti: "Facciamo un servizio pubblico, meritiamo gli stessi diritti"

Centinaia di lavoratori manifestano contro i rinnovi fermi da anni; i sindacati denunciano un gap salariale di 500 euro rispetto al pubblico a fronte di profitti record delle aziende.

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Piazza Santi Apostoli a Roma si è riempita oggi, 17 aprile, per la manifestazione unitaria di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, in coincidenza con lo sciopero nazionale di 24 ore che ha registrato un'adesione del 70%.

Professionisti, infermieri e operatori sociosanitari hanno incrociato le braccia per protestare contro il mancato rinnovo dei contratti nazionali Aiop e Aris, bloccati da 8 anni per la sanità privata e da ben 14 anni per le RSA.

Il grido della piazza è univoco: "Facciamo un servizio pubblico e per questo meritiamo gli stessi diritti e lo stesso stipendio di chi lavora nel Sistema sanitario nazionale".

Roberto Chierchia, segretario generale Cisl Funzione Pubblica, ha puntato il dito contro il meccanismo degli accreditamenti, sottolineando come il settore stia vivendo un momento d'oro con fatturati cresciuti del 25% e un margine operativo lordo di oltre un miliardo di euro. "Si tratta di ricchezza costruita sul dumping contrattuale", ha evidenziato Chierchia, aggiungendo che "non è accettabile che il denaro dei contribuenti sia dato a chi calpesta ogni giorno i diritti dei lavoratori".

La richiesta alle istituzioni è netta: vincolare i finanziamenti pubblici al rispetto dei contratti, stabilendo che "per essere accreditati istituzionalmente bisogna rinnovare i contratto alle stesse vigenze della sanità pubblica".

Dalla Cgil arrivano dati ancora più allarmanti sulla disparità economica tra i due settori. Federico Bozzanca, segretario generale Fp Cgil, ha definito la situazione drammatica, denunciando che i lavoratori del privato "guadagnano 500 euro in meno di chi è nel pubblico".

Secondo Bozzanca, è una "vergogna perché a fronte di questa situazione ci sono imprese che in questi anni continuano a fare profitto e continuano a investire anche su altri settori e non restituiscono nulla al mondo del lavoro".

Infine, Rita Longobardi, segretaria generale Uil Fpl, ha ricordato l'ipocrisia subita dal personale sanitario dopo l'emergenza pandemica. "Nel periodo della pandemia questi lavoratori sono stati definiti eroi, angeli della salute, e oggi vengono calpestati e non rispettati", ha affermato, sottolineando che la misura è ormai colma.

La Uil ha chiesto al governo di assumersi una precisa responsabilità sociale, imponendo regole certe per impedire che si continui a "speculare sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori".

I sindacati hanno promesso che la mobilitazione proseguirà finché non arriveranno risposte concrete e il pieno rispetto della dignità professionale del settore.

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