Medio Oriente: scatta il blocco navale Usa contro l'Iran. Netanyahu: "Coordinamento mai visto prima"

Teheran avverte: "Sicurezza per tutti o per nessuno". In Libano l'Idf accerchia la roccaforte di Bint Jbeil.

(Prima Notizia 24)
Lunedì 13 Aprile 2026
Roma - 13 apr 2026 (Prima Notizia 24)

Teheran avverte: "Sicurezza per tutti o per nessuno". In Libano l'Idf accerchia la roccaforte di Bint Jbeil.

Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha dato ufficialmente il via al blocco di ogni traffico marittimo in entrata e in uscita dai porti dell'Iran, in esecuzione di quanto annunciato dal presidente Donald Trump.

Il provvedimento, che interessa il Golfo Arabico e il Golfo di Oman, sarà applicato “in modo imparziale alle navi di tutte le nazioni”, pur garantendo che le forze americane “non ostacoleranno la libertà di navigazione per le navi che transitano nello Stretto di Hormuz da e verso porti non iraniani”.

Secondo l'esperto militare Nidal Abu Zayd, la mossa rappresenta “una carta di pressione aggiuntiva” per forzare Teheran a negoziare, pur con i limiti dovuti alle frontiere terrestri del Paese.

Da Gerusalemme, il premier Benjamin Netanyahu ha espresso pieno sostegno all'iniziativa, rivelando che il vicepresidente USA J.D. Vance lo ha informato di come gli americani “non possono tollerare la palese violazione dell’accordo da parte dell’Iran per avviare i negoziati”. Netanyahu ha spiegato che l'obiettivo prioritario di Washington è “rimuovere tutto il materiale arricchito e garantire che non vi sia arricchimento nei prossimi anni – forse per decenni”, sottolineando che tra Israele e Stati Uniti “questo livello di coordinamento non è mai esistito prima, né nella storia di Israele né nella storia del popolo ebraico” e che le voci di una spaccatura tra i due alleati “sono completamente false”.

La replica di Teheran non si è fatta attendere. Il Comando Khatam al-Anbiya ha dichiarato che la sicurezza delle vie marittime sarà garantita “o per tutti o per nessuno”, rigettando il blocco unilaterale. Un portavoce del governo iraniano ha aggiunto alla Tv al Jazeera che la Repubblica Islamica “ha sempre cercato soluzioni pacifiche e ha dato prova di buona volontà in più occasioni”, denunciando però un'entità sionista che “non rispetta alcuna linea rossa”.

Sul fronte diplomatico, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha discusso dei colloqui di Islamabad con l'omologo saudita Faisal bin Farhan Al Saud.

Mentre la tensione navale sale, sul campo in Libano l'esercito israeliano (Idf) ha completato l'accerchiamento di Bint Jbeil, storica roccaforte di Hezbollah. Nel corso delle operazioni è stato distrutto lo stadio della città, luogo simbolico del discorso della "ragnatela" di Nasrallah del 2000.

Parallelamente, il ministero della Salute israeliano ha aggiornato il bilancio dei ricoveri dall'inizio del conflitto (28 febbraio), segnalando che “7.693 persone sono state ricoverate in ospedale”, di cui 104 sono tuttora sotto cura, inclusi casi in condizioni critiche e gravi.


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