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  • Venerdì 17 Aprile 2026

Decreto Sicurezza, il Senato vota il via libera: 96 voti favorevoli. Proteste in aula: "Niente risorse, tagliati i diritti"

Le minoranze espongono cartelli di denuncia.

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Il Senato ha approvato il disegno di legge di conversione del decreto Sicurezza con 96 voti a favore e 46 contrari, un passaggio cruciale per evitare la decadenza del provvedimento fissata per il prossimo 25 aprile.

Il testo, che ora si sposta alla Camera dei Deputati, ha scatenato una dura reazione delle opposizioni che hanno manifestato il proprio dissenso esponendo cartelli rossi con gli slogan “Governo Meloni: zero risorse zero sicurezza” e “Governo Meloni: meno sicurezza meno diritti”.

Peppe De Cristofaro, capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra, ha contestato la natura della norma definendola una manovra politica per distogliere l'attenzione dai problemi economici del Paese, affermando che tali decreti “non sono norme messe lì alla rinfusa, sono un disegno politico complessivo e un’arma di distrazione di massa”.

De Cristofaro ha inoltre aggiunto che “l’Italia oggi è un paese nettamente più sicuro di quanto non lo fosse 30 anni fa, ma la destra ritira fuori il fermo preventivo”, sostenendo che si tratti di una strategia di restringimento delle garanzie costituzionali paragonabile a una “cosa che non è riuscita neanche a Trump con l’Ice negli Usa”.

Forti critiche sono giunte anche dal Partito Democratico per bocca di Francesco Boccia, il quale ha descritto il provvedimento come “una alluvione legislativa panpenalistica totalmente inefficace”.

Secondo il senatore dem, la politica del governo in materia di ordine pubblico è fallimentare e “trasforma il paese in un Far west”, limitandosi alla propaganda senza affrontare le criticità delle carceri.

Boccia ha evidenziato come “dopo ogni decreto aumenta il disordine normativo senza ridurre il disordine sociale”, accusando l'esecutivo di ignorare le proposte costruttive delle minoranze.

Sulla stessa linea, il Movimento 5 Stelle ha denunciato l'eccessiva discrezionalità delle nuove norme. La senatrice Elisa Pirro ha criticato l'approccio alla prevenzione dichiarando che “non stai prevenendo nulla”, mentre Dolores Bevilacqua ha sottolineato come la maggioranza “non conosce alcun garantismo quando c’è da restringere i diritti di chi scende in piazza”.

Il senatore Bruno Marton ha inoltre lamentato l'assenza di tutele minime per chi viene portato in questura, affermando che “l’arbitrarietà è arrivata oltre ogni limite”.

Sul fronte della maggioranza, Maurizio Gasparri di Forza Italia ha difeso le misure, in particolare quelle relative ai posti di blocco e alla tutela legale degli agenti, dichiarando che “questo decreto-legge rafforza la tutela legale delle Forze di polizia” e che il governo preferisce il dialogo con le istituzioni piuttosto che con le realtà antagoniste: “ci confrontiamo più con le Forze di polizia che con Askatasuna”.

Anche la Lega ha rivendicato i risultati ottenuti, puntando l'attenzione sullo “stop alle aggressioni a tutto il personale della scuola e del trasporto pubblico”. I senatori del Carroccio hanno descritto l'estensione delle aggravanti e l'arresto in flagranza come “misure di buonsenso per prevenire le aggressioni a chi quotidianamente garantisce servizi fondamentali per la comunità”, garantendo pene più severe per chi colpisce i lavoratori dei servizi pubblici.

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