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La classifica QS World University Rankings 2026 incorona l'ateneo romano per il sesto anno consecutivo in Lettere Classiche. Balzo in avanti per Archeologia e Storia dell'Arte, mentre l'Italia si conferma terza potenza nell'Unione Europea.
La classifica QS World University Rankings 2026 incorona l'ateneo romano per il sesto anno consecutivo in Lettere Classiche. Balzo in avanti per Archeologia e Storia dell'Arte, mentre l'Italia si conferma terza potenza nell'Unione Europea.
L'Università La Sapienza di Roma mantiene saldamente il primo posto mondiale in Lettere classiche e Storia antica per il sesto anno consecutivo, confermandosi come l’unica università italiana a detenere un primato assoluto nel prestigioso Qs World University Rankings by Subject 2026.
L’ateneo romano scrive inoltre una pagina storica per il sistema accademico nazionale, diventando la prima università del Paese a collocare contemporaneamente tre discipline nella top 10 globale, grazie al settimo posto conquistato sia da Archeology, che sale dall'undicesima posizione, sia da History of Art, protagonista di un salto dalla diciottesima piazza.
"Il nuovo Qs World University Rankings by Subject 2026 consolida l'eccellenza del nostro ateneo", sottolinea con soddisfazione la rettrice Antonella Polimeni, aggiungendo che questi risultati sono la "testimonianza tangibile dell'impegno scientifico costante, della passione e della dedizione di una comunità accademica capace di custodire un'eredità culturale millenaria, proiettandola nel futuro".
Oltre ai vertici assoluti, La Sapienza migliora la propria presenza nella Top 50 mondiale passando da quattro a sei discipline, con gli ingressi di Modern Languages e Pharmacy & Pharmacology, confermandosi prima in Italia per numero di materie tra le migliori cento al mondo.
Il panorama complessivo dello studio vede l'Italia posizionarsi al terzo posto tra i Paesi dell'Unione Europea per numero di università classificate, preceduta solo da Francia e Germania, ma salire al secondo gradino del podio continentale per numero totale di voci censite.
Il sistema nazionale dimostra una vitalità crescente con 60 atenei rappresentati rispetto ai 56 dell'anno precedente, distribuiti in 769 presenze totali nel ranking.
L'Italia figura inoltre tra i soli tre Paesi UE a vantare almeno un primato mondiale, insieme a Svezia e Paesi Bassi.
Nunzio Quacquarelli, presidente di Qs, commenta i dati evidenziando come "i risultati dell'Italia di quest'anno mostrano un sistema universitario di spessore, con visibilità globale e alcuni punti di forza altamente distintivi", pur ricordando che la sfida futura resta quella di trasformare queste eccellenze isolate in una forza sistemica più costante attraverso investimenti mirati nella ricerca e nell'attrazione di talenti internazionali.
Accanto al successo de La Sapienza, spiccano le prestazioni dei grandi poli specialistici e degli atenei generalisti. Il Politecnico di Milano si conferma sesto al mondo in Architettura e guida il comparto nazionale nel campo dei Data Science e dell'Intelligenza Artificiale, posizionandosi al 32mo posto globale. L’Università Bocconi mantiene la leadership nelle discipline economiche con il nono posto nel Marketing e il decimo in Economia e Management, mentre la Luiss si attesta al vertice nazionale per Scienze Politiche e Studi Internazionali, occupando la 23ma posizione assoluta.
Notevoli anche le performance della Scuola Normale Superiore, decima nei classici, e dell'Università Iuav di Venezia, quattordicesima in Storia dell'arte.
L’Università di Bologna guida invece il Paese per volume complessivo di presenze nel ranking con ben 50 voci, seguita da Padova e dalla Statale di Milano, a dimostrazione di come i grandi atenei pubblici continuino a rappresentare l'ossatura portante e il motore della visibilità internazionale della formazione superiore italiana.
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