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A 13 anni dalla scomparsa del Prefetto Antonio Manganelli, a Roma la Polizia di Stato lo ricorda con un momento di preghiera solenne presso il Sacrario della Scuola Superiore di Polizia, alla presenza del Capo della Polizia Vittorio Pisani.
A 13 anni dalla scomparsa del Prefetto Antonio Manganelli, a Roma la Polizia di Stato lo ricorda con un momento di preghiera solenne presso il Sacrario della Scuola Superiore di Polizia, alla presenza del Capo della Polizia Vittorio Pisani.
Non si poteva organizzare manifestazione più bella e più commovente di questa, e soprattutto in una location così solenne e austera come lo è la Scuola Superiore della Polizia di Stato guidata oggi da Mario Viola, per lunghi anni immagine esclusiva e portavoce di questo mondo. Location in parte anche “dovuta” perché quando morì, il 20 marzo 2013, e dopo una lunga malattia, Antonio Manganelli era ancora capo della Polizia in carica.
Unanimi e corali i commenti su di lui. “Antonio Manganelli era un uomo raro, e lo era per questa sua straordinaria capacità di entrare in sintonia con il mondo che gli si muoveva attono”, “straordinariamente intelligente”, doti grazie alle quali “avrebbe potuto svolgere bene ogni altro incarico. Un uomo che aveva avviato una rivoluzione nel cuore del Corpo della Polizia di Stato, e che con la sua scomparsa prematura “ha lasciato un senso di mancanza, e di vuoto generale".
Grande investigatore- ricorda lo stesso Direttore della Scuola Mario Viola-, protagonista assoluto di una importante stagione della lotta alla mafia durante la quale si riuscì a fare breccia nel monolite della criminalità organizzata, che combatté anche avvalendosi dei primi collaboratori di giustizia. Fu proprio Antonio Manganelli nel 1986 a raccogliere con il giudice Giovanni Falcone le prime dichiarazioni del pentito di mafia Tommaso Buscetta, “e ci ha messo la faccia scortandolo alla sua prima uscita pubblica”. Un “Capo” naturale, che al fianco dei suoi uomini, quando giunse al vertice della Pubblica Sicurezza, portò non solo la sua grande esperienza professionale, ma anche una visione nuova della polizia d Stato, capace di anticipare il cambiamento del Corpo, di ripensare criticamente gli approcci e le metodologie di intervento di una struttura che lui ha sempre guidato con grande autorevolezza.
Durante la sua carriera in Polizia di Stato Antonio Manganelli è stato un grande investigatore, soprattutto nella sua veste, prima di questore a Napoli, e poi a Palermo, due città dove questo straordinario “uomo di Stato” ha contribuito fortemente al contrasto della criminalità organizzata. Chi ha avuto la possibilità di condividere con lui un “tratto di strada” in Polizia ha potuto apprezzare il suo carisma e la sua profonda umanità, che hanno lasciato un segno indelebile nei cuori di tutti i poliziotti che lo hanno conosciuto.
Il Ministro dell’interno Matteo Piantedosi lo ricorda in un messaggio fatto pervenire alla Scuola di Mario Viola, e i toni sono gli stessi di quelli giù usati in passato ad Avellino. “Ci legava una antica amicizia. Grande uomo delle istituzioni ed eccezionale persona, dotato come pochi altri di umanità, carisma, empatia e forza”. Qualità che, a distanza di tanto tempo, si respirano ancora attraverso la passione e il calore di chi oggi lo ricorda.
“La memoria consente di andare ogni giorno avanti”. È la moglie, Adriana Manganelli, che esprime la sua immensa gratitudine per la vicinanza della famiglia della Polizia di Stato “a tutti noi”, e che sottolinea l’importanza della memoria e del ricordo, “patrimonio di tutti, e per tutti noi ragione di vita”. Commovente anche il suo grazie al Capo della Polizia Vittorio Pisani, che di Antonio Manganelli è stato anche un grande amico personale.
La celebrazione è officiata da Don Luigi Trapelli, Coordinatore dei Cappellani della Polizia di Stato, accompagnato da Don Pasquale Dello Iacovo e da Padre Antonio Raaidy, cappellano dell’Istituto per ispettori di Nettuno e don Pasquale Dello Iacovo, cappellano della Scuola superiore di Polizia. Presenti alla commemorazione ci sono il Vice Capo della Polizia con funzioni Vicarie, Carmine Belfiore, il Vice Capo della Polizia, Raffaele Grassi, il Vice Capo della Polizia, Giancarlo Di Vincenzo, il Capo della Segreteria del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, Prefetto Diego Parente, il Questore di Roma, Roberto Massucci, e il Direttore della Scuola superiore di Polizia, Mario Viola. Presenti anche il Direttore Generale del DIS Prefetto Vittorio Rizzi, l’ex Ministro dell’Interno Marco Minniti e l’ex Capo della Polizia Prefetto Giovanni De Gennaro.
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