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Il Guardasigilli difende la separazione delle carriere a "Linea di Confine Digital" e annuncia l'apertura di un tavolo per le leggi attuative in caso di vittoria del Sì: "Magistrati più liberi dai condizionamenti delle correnti".
Il Guardasigilli difende la separazione delle carriere a "Linea di Confine Digital" e annuncia l'apertura di un tavolo per le leggi attuative in caso di vittoria del Sì: "Magistrati più liberi dai condizionamenti delle correnti".
"Penso che la sinistra stia perdendo una grande occasione in questo momento con il pretesto di voler abbattere o indebolire il governo Meloni, stanno in un certo senso smentendo quella che è la loro storia.
Questa riforma, non vorrei dire una bestemmia, ma è una riforma di sinistra che nasce dal codice Vassalli del 1988-89. In caso di vittoria del Sì, i cittadini avranno un giudice terzo e imparziale.
Oggi un cittadino non può essere del tutto sereno sapendo che il giudice può essere valutato dallo stesso pubblico ministero che lo ha accusato. Nei consigli giudiziari può accadere che, lo stesso giorno, il giudice venga valutato dal Pm che ha sostenuto l’accusa. Questo incide sulla percezione di imparzialità.
La legge costituzionale stabilisce chiaramente che tutte le valutazioni spettano al Consiglio superiore della magistratura requirente, presieduto dal capo dello Stato e composto in larga maggioranza da magistrati".
Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, nell’intervista al programma “Linea di Confine Digital” in onda stasera su RaiPlay.
"Oggi l’atmosfera si è esasperata, ma quando vincerà il Sì – e sono molto ottimista – dimostreremo che le accuse sono infondate. Apriremo subito un tavolo di confronto per le leggi attuative e mostreremo piena disponibilità al dialogo per ricomporre questo momento difficile.
Il Consiglio superiore della magistratura (Csm) non è un organo rappresentativo, ma di alta amministrazione. L’elezione crea un rapporto tra elettore ed eletto che genera obblighi di riconoscenza. Questo può compromettere l’imparzialità, ad esempio nelle valutazioni disciplinari o nelle nomine. Nella giurisdizione questo meccanismo non è accettabile. La percentuale di magistrati negli organi sarà maggiore di oggi.
L’indipendenza sarà rafforzata anche perché oggi, senza un aggancio correntizio, è difficile accedere agli incarichi direttivi. Molti magistrati meritevoli non possono nemmeno aspirare a questi incarichi senza uno sponsor. Con la riforma saranno più liberi", ha concluso Nordio.
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