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Il Guardasigilli al question time dopo il flop del referendum: "Nessun ordinamento prevede il passo indietro del Ministro per un esito simile". Il ringraziamento a Bartolozzi e la difesa su Delmastro: "Materia del contendere venuta meno".
Il Guardasigilli al question time dopo il flop del referendum: "Nessun ordinamento prevede il passo indietro del Ministro per un esito simile". Il ringraziamento a Bartolozzi e la difesa su Delmastro: "Materia del contendere venuta meno".
Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio ha preso la parola durante il question time alla Camera per fare chiarezza sulla propria posizione e sulla tenuta del dicastero di via Arenula dopo la sconfitta referendaria e il terremoto che ha colpito i suoi collaboratori più stretti.
Blindato dalla maggioranza, il Guardasigilli ha allontanato con decisione l'ipotesi di lasciare l'incarico, sottolineando come la linea politica resti salda nonostante il verdetto delle urne: "Non è previsto in nessun ordinamento che il ministro della Giustizia si dimetta a seguito di un esito negativo di un referendum di questo tipo: la fiducia è già stata confermata dal governo e in prima persona dal presidente Consiglio".
Nordio ha spiegato che la scelta di restare al proprio posto non è solo una questione formale, ma di opportunità politica legata al mandato ricevuto, ribadendo che "in questo momento la considerazione fondamentale è che la fiducia nel governo e della Presidente del Consiglio è stata riconfermata e quindi non c'è nessuna ragione per cui io mi possa dimettere".
Riguardo alle polemiche che hanno travolto i vertici del ministero, Nordio ha considerato chiusa la questione legata al suo sottosegretario, osservando che "avendo il sottosegretario Delmastro già rassegnato le dimissioni viene meno la materia del contendere e quanto ai chiarimenti si è dichiarato disposto a darli nelle sedi opportune".
Parole di profonda stima sono state rivolte invece a Giusi Bartolozzi, il cui addio spontaneo è stato descritto come un atto di alta dignità istituzionale: "Bartolozzi ha dato ieri le dimissioni e secondo il mio giudizio ha incessantemente svolto le sue funzioni con dignità ed onore e il suo gesto spontaneo dimostra un grande senso di responsabilità e confido che cessino definitivamente le polemiche strumentali".
Il Ministro ha infine voluto chiarire una volta per tutte la controversia legata ad alcune sue dichiarazioni sul Csm, definendola il suo più grande rammarico personale di questa fase: "Ho smentito almeno una cinquantina di volte quella frase sulla para mafiosità del Csm, che non era affatto mia ma era di un magistrato del Consiglio Superiore della Magistratura di cui ho citato parola per parola la dichiarazione", lamentando come tale attribuzione errata sia stata per lui un colpo durissimo, "forse anche peggiore della riconosciuta sconfitta che abbiamo subito".
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