Corruzione, svolta storica a Bruxelles: il Parlamento UE approva la nuova direttiva sulle sanzioni armonizzate

Via libera a larghissima maggioranza per il primo quadro di diritto penale comune contro le mazzette. Pene detentive minime, strategie nazionali obbligatorie e cooperazione rafforzata con Procura europea e Olaf: gli Stati membri avranno due anni per il recepimento.

(Prima Notizia 24)
Giovedì 26 Marzo 2026
Roma - 26 mar 2026 (Prima Notizia 24)

Via libera a larghissima maggioranza per il primo quadro di diritto penale comune contro le mazzette. Pene detentive minime, strategie nazionali obbligatorie e cooperazione rafforzata con Procura europea e Olaf: gli Stati membri avranno due anni per il recepimento.

Il Parlamento europeo ha segnato oggi a Bruxelles una tappa fondamentale nella lotta all'illegalità, approvando in sessione plenaria con una schiacciante maggioranza di 581 voti favorevoli la nuova direttiva anticorruzione dell'Unione.

Il provvedimento, che aveva già ricevuto il via libera provvisorio dal Consiglio nel dicembre 2025, definisce per la prima volta un quadro di diritto penale armonizzato a livello comunitario.

L'obiettivo centrale è colmare le attuali lacune normative, specialmente nei casi transfrontalieri, allineando le definizioni giuridiche di reati che spaziano dalla corruzione nel settore pubblico e privato all'ostruzione della giustizia, fino al traffico di influenze, all'arricchimento illecito e all'appropriazione indebita.

Per ciascuna di queste fattispecie, il testo stabilisce standard minimi per sanzioni e pene detentive che dovranno essere rigorosamente effettive, proporzionate e dissuasive in tutti i Paesi membri.

Oltre all'inasprimento delle pene, la direttiva introduce obblighi stringenti per le capitali europee, che saranno tenute ad adottare e aggiornare periodicamente strategie nazionali anticorruzione coinvolgendo attivamente la società civile. Gli Stati dovranno garantire la trasparenza dei finanziamenti politici, istituire organismi indipendenti per il contrasto ai fenomeni illeciti e implementare sistemi solidi per prevenire i conflitti di interesse.

Sul fronte operativo, il nuovo assetto legislativo prevede un deciso potenziamento della cooperazione tra le autorità nazionali e i grandi organismi dell'Unione, come l'Ufficio antifrode Olaf, la Procura europea (EPPO), Europol ed Eurojust, creando una rete di scambio dati costante per tracciare i flussi di denaro sporco oltre i confini nazionali.

Il percorso legislativo volge ormai al termine: dopo la formale adozione da parte del Consiglio UE, la direttiva entrerà in vigore venti giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Da quel momento, gli Stati membri avranno a disposizione ventiquattro mesi per recepire le norme nei propri ordinamenti nazionali, con una proroga fino a trentasei mesi per le disposizioni più complesse relative alle valutazioni dei rischi e alle strategie di prevenzione.

Si apre così una fase di profonda trasformazione per i sistemi giudiziari europei, chiamati a uniformarsi a uno standard etico e punitivo comune per proteggere l'integrità del mercato unico e delle istituzioni democratiche.


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