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- Lunedì 20 Aprile 2026
Azerbaigian: sventato attacco terroristico iraniano a oleodotto che rifornisce l'Italia
Baku smantella una rete terroristica dei Pasdaran pronta a colpire l'infrastruttura strategica Baku-Tbilisi-Ceyhan. Alta tensione in vista della possibile visita della premier Meloni in Azerbaigian.
I servizi di sicurezza dell’Azerbaigian, supportati dalle agenzie di intelligence israeliane Mossad e Shin Bet, hanno neutralizzato una pericolosa cellula terroristica legata all'Iran che pianificava un attacco all'oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan.
L'infrastruttura è vitale per l'approvvigionamento energetico nazionale, considerando che l'Azerbaigian rappresenta il secondo fornitore di greggio per l'Italia dopo la Libia.
La notizia giunge in un momento di estrema delicatezza diplomatica: la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sarà in Armenia il 4 e 5 maggio per il vertice Ue e, come ipotizzato dopo la missione nel Golfo, potrebbe proseguire il viaggio proprio verso Baku per rafforzare i legami con il partner caucasico.
Le indagini hanno svelato una rete complessa incaricata di colpire non solo le rotte petrolifere, ma anche l'ambasciata israeliana e diversi centri della comunità ebraica azerbaigiana.
Secondo il comunicato ufficiale delle autorità locali, “la serie di operazioni terroristiche e di intelligence pianificate è stata orchestrata dal servizio di intelligence del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica dell’Iran (i pasdaran), che ha incaricato agenti locali di condurre attività di sorveglianza, procurarsi armi e garantire i trasporti”.
Durante le operazioni preventive sono stati rinvenuti oltre 7,7 chilogrammi di esplosivo C-4 e droni esplosivi introdotti clandestinamente nel Paese per colpire obiettivi strategici che garantiscono circa un terzo delle importazioni di petrolio di Israele.
Il coordinamento della cellula faceva capo a figure di spicco dei Pasdaran, tra cui Rahman Moqadam e Mohsen Suri, entrambi rimasti uccisi nelle recenti operazioni militari congiunte tra Israele e Stati Uniti.
Un ruolo centrale era ricoperto anche da Mahdi Yekeh-Dehghan, soprannominato “il dottore”, che dirigeva il contrabbando di tecnologie belliche dall'Iran attraverso la Turchia.
Mentre diverse persone sono già state condannate a sei anni e mezzo di carcere per il coinvolgimento nel complotto, l'Azerbaigian resta in massima allerta per prevenire nuovi tentativi di destabilizzazione legati all'intensificarsi degli sforzi iraniani di creare cellule eversive all'estero.
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