
- Prima Notizia
- Venerdì 17 Aprile 2026
Confindustria, Orsini gela l’Europa: “Miopia che spaventa, forse bisogna cambiare la governance”
Il leader degli industriali lancia l'allarme da Genova: costi energetici insostenibili e rischi geopolitici minacciano la tenuta delle imprese.
Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha espresso un giudizio durissimo nei confronti delle attuali politiche comunitarie durante il suo intervento al convegno sull’economia del mare a Genova.
“Questa miopia veramente mi spaventa. Forse dobbiamo cambiare chi ci sta governando in Europa”, ha dichiarato Orsini, mettendo nel mirino l'incapacità dell'Unione Europea di arginare un rischio recessione che il Fondo Monetario Internazionale considera ormai concreto.
Secondo il leader di via dell'Astronomia, gli strumenti temporanei come il taglio delle accise sono insufficienti; serve una visione strutturale che affronti nodi come il debito pubblico comune e le criticità logistiche che rendono il fare impresa “veramente complicato”.
Uno dei punti più critici dell'analisi riguarda l'escalation dei costi energetici, passati “da 28 a 160 euro per megawatt”. Orsini ha sollevato dubbi sulle strategie di approvvigionamento europee, lanciando “una riflessione” anche sulle ambiguità legate al gas russo: “Mi risulta che continuiamo a comprarlo, passa da Amsterdam”.
Sul fronte geopolitico, il Centro Studi di Confindustria avverte che un prolungamento delle tensioni nel Golfo oltre i quattro mesi porterebbe l'economia verso la stagnazione o, peggio, la recessione. “Speriamo che si arrivi presto a una negoziazione”, ha auspicato il presidente, ribadendo che l'unica priorità deve essere “salvaguardare le imprese”.
Nonostante il quadro internazionale sia definito come “molto complicato”, Orsini ha rivendicato la forza dell'economia del mare italiana, un settore strategico che genera un fatturato di 216 miliardi di euro (pari all'11,3% del PIL).
Con un export nazionale che ha raggiunto quota 650 miliardi, il presidente ha concluso sottolineando la necessità di proteggere la competitività italiana in un contesto dove “tutto quello che ci cade attorno è molto complicato”.
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