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Affluenza definitiva al 59% per la consultazione sulla riforma costituzionale. Esultano le opposizioni e l'ANM, mentre il Governo rivendica la coerenza programmatica nonostante la sconfitta.
Affluenza definitiva al 59% per la consultazione sulla riforma costituzionale. Esultano le opposizioni e l'ANM, mentre il Governo rivendica la coerenza programmatica nonostante la sconfitta.
Il verdetto delle urne sulla riforma della Giustizia è ormai definitivo e delinea una netta vittoria del fronte contrario alla modifica costituzionale.
Con oltre la metà delle sezioni scrutinate, il No si attesta stabilmente al 54,57%, rendendo il vantaggio sul Sì, fermo al 45,43%, tecnicamente incolmabile secondo le analisi di YouTrend.
La partecipazione al voto è stata massiccia, con un'affluenza definitiva in Italia che sfiora il 59% (58,93%), un dato che certifica il forte interesse dei cittadini e il ritorno alle urne di milioni di elettori precedentemente astenuti.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha commentato l'esito attraverso un post ufficiale su X: “Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione. Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l’Italia”.
Dal fronte della maggioranza, il capogruppo di Fdi al Senato Lucio Malan ha rivendicato la coerenza dell'esecutivo ai microfoni di Quarta Repubblica: “Noi non abbiamo nulla da rimproverarci, abbiamo mantenuto un impegno con gli elettori. Avevamo un programma dove c'era questo, c'è stata una campagna pesante dove sono state attribuite cose che non esistevano”.
Dall'altra parte della barricata, le opposizioni celebrano il risultato come una vittoria della democrazia e dell'indipendenza della magistratura. Il leader del M5s Giuseppe Conte ha esultato sui social scrivendo: “Ce l’abbiamo fatta! Viva la Costituzione!”, mentre il segretario della Cgil Maurizio Landini, dal Comitato per il No ai Frentani, ha indetto un raduno celebrativo: “Si è dimostrato che la Costituzione non va cambiata, non va stravolta, ma va applicata. È un messaggio di unità. Visto questo bellissimo risultato, noi pensiamo che sia anche utile dire a tutti quelli che vogliono festeggiare con noi che verso le 18-18.30 possiamo ritrovarci a piazza Barberini. È cominciata una nuova primavera nel nostro Paese”.
Toni ancora più accesi sono stati usati da Matteo Renzi a Radio Leopolda: “La partita è sostanzialmente chiusa, il No a sorpresa ha vinto. Oggi si consuma un fatto politico enorme, quando il popolo parla il palazzo deve ascoltare. Questo è un passaggio importante per Meloni, che ci ha detto di essere benedetta e baciata dal consenso. Hanno scelto di fare molto più che personalizzare. Oggi il messaggio forte e chiaro è che c'è una sconfitta sonora, prima che delle ragioni del Sì, del governo e del modo arrogante con cui ha voluto fare questa riforma. Non voglio suggerire a Meloni cosa fare. So cosa si prova quando si perde un referendum costituzionale, io mi sono dimesso da presidente del Consiglio e da segretario di partito. Meloni farà quello che crede ma per prendere atto di un referendum costituzionale ci vuole coraggio”.
Clima di festa anche nei tribunali, come a Napoli, dove i magistrati dell'Anm hanno brindato cantando "Bella ciao" alla presenza del pg Aldo Policastro, nonostante il terremoto interno all'associazione causato dalle dimissioni improvvise del presidente nazionale Cesare Parodi.
Giovanni Bachelet, presidente del Comitato Civico per il No, ha espresso profonda gioia: “Sembra proprio che il no abbia vinto, io sono molto contento di questa battaglia per la difesa dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura. Penso sia una vittoria come quella della lotta partigiana o del referendum con pochissimo margine tra monarchia a Repubblica e non per noi ma anche per tutti quelli del Si, perché è una garanzia per tutti i cittadini e tutti saranno contenti nel lungo periodo che abbia vinto il no. Sono molto felice che la nostra galoppata abbia ottenuto almeno il risultato di far tornare la voglia di votare a milioni di cittadini. L'isola degli astenuti è riemersa”.
Di parere opposto Gian Domenico Caizza del comitato 'Sì separa': “È un dato che dà il segno di un Paese spaccato a metà, di una consultazione schiettamente politica con la natura dello scontro molto lontana dal quesito: dovremo commentare un risultato decisamente politico che in questo momento ci dà il segnale di un Paese spaccato sia sul merito del quesito sia sul contesto politico nel quale si è svolto”.
Infine, dal Veneto, il governatore Luca Zaia ha lodato la partecipazione: “Il dato dell'affluenza in Veneto è particolarmente significativo. Già alla chiusura della prima giornata di voto la nostra regione ha raggiunto il 50,55%. È un segnale chiaro di partecipazione, attenzione e senso civico”.
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