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Il piano per tutelare le Dolomiti prevede il blocco del transito da maggio a ottobre, eccetto per residenti e lavoratori. Parcheggi solo su prenotazione e potenziamento dei bus per contrastare gli 11.000 passaggi giornalieri.
Il piano per tutelare le Dolomiti prevede il blocco del transito da maggio a ottobre, eccetto per residenti e lavoratori. Parcheggi solo su prenotazione e potenziamento dei bus per contrastare gli 11.000 passaggi giornalieri.
Una stretta decisa contro l'assalto dei turisti è in arrivo sul collegamento tra la Val Gardena e la Val Badia. A partire dall'estate 2027, il Passo Gardena diventerà una zona a traffico limitato nei mesi compresi tra maggio e ottobre, permettendo il libero transito esclusivamente ai residenti delle due valli.
Il provvedimento, anticipato dal quotidiano Dolomiten, punta a decongestionare un'arteria che nei periodi di alta stagione arriva a registrare picchi di 11.000 veicoli al giorno, una cifra insostenibile per l'ecosistema alpino.
Per gli escursionisti che vorranno comunque raggiungere il valico in auto, verranno messi a disposizione 150 posti macchina a pagamento, ma l'accesso sarà vincolato a una rigorosa prenotazione online.
Il piano elaborato dal gruppo di lavoro prevede deroghe specifiche per chi si sposta per motivi professionali, come artigiani e grossisti, e per gli ospiti delle strutture ricettive situate lungo la strada del passo.
Per compensare le restrizioni, il servizio di autobus sarà drasticamente potenziato con corse ogni 15 o 20 minuti, mentre gli impianti di risalita che collegano i fondovalle al passo applicheranno le normali tariffe del trasporto pubblico locale.
Chi non rientra nelle categorie autorizzate e non ha una prenotazione sarà costretto a percorsi alternativi molto più lunghi: per spostarsi tra le due valli si dovrà transitare dai passi Sella e Pordoi raddoppiando i chilometri, oppure percorrere circa 100 chilometri passando per la Val Pusteria.
L'entrata in vigore della misura, che rappresenta una delle azioni più drastiche mai intraprese sulle Dolomiti per contrastare l'overtourism, resta ora subordinata al via libera definitivo della Giunta provinciale, trattandosi di una strada di competenza provinciale.
L'obiettivo dichiarato è quello di trasformare la fruizione della montagna da un turismo "mordi e fuggi" basato sui motori a un modello più sostenibile e integrato con la mobilità pubblica.
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