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Il Vicepremier a Rtl 102.5 frena sull'invio di navi: "Avvicinerebbe il terzo conflitto mondiale". Parallelamente scatta l'ultimatum ai petrolieri: "Basta speculazioni o tasseremo gli extraprofitti".
Il Vicepremier a Rtl 102.5 frena sull'invio di navi: "Avvicinerebbe il terzo conflitto mondiale". Parallelamente scatta l'ultimatum ai petrolieri: "Basta speculazioni o tasseremo gli extraprofitti".
In un intervento ai microfoni di RTL 102.5, il Vicepremier Matteo Salvini ha preso una posizione netta sull’escalation bellica in corso, sottolineando l’autonomia del nostro Paese rispetto alle scelte di Washington.
Il Ministro ha dichiarato: "Trump chiede aiuto sullo stretto di Hormuz? È giusto fare gli interessi nazionali. Trump ci ha coinvolto quando è stato attaccato l'Iran? No, non mi sembra, ci ha avvisato a cose fatte. Spero che Usa e Israele, quando hanno scatenato questo conflitto, abbiano esaminato tutto quello che ne sarebbe conseguito".
Salvini ha poi ribadito con forza la linea di non intervento militare diretto per evitare derive globali imprevedibili: "L’Italia non ha scelto questa guerra, gli Usa non ci hanno coinvolti. Non è una nostra guerra, non siamo in guerra contro la Russia o contro l'Iran. Mandare navi da guerra in zona di guerra significherebbe avvicinarsi al terzo conflitto mondiale. Quindi, bene la prudenza del governo".
Parallelamente alla questione geopolitica, il leader della Lega ha annunciato un’offensiva contro il caro-carburanti causato dalle tensioni internazionali, confermando la convocazione urgente delle major dell'energia. "Ho convocato domani insieme al ministro dell'Economia le principali compagnie petrolifere perché non è tollerabile la speculazione. Domani conto di uscire da quella riunione con degli impegni da parte delle compagnie petrolifere che stanno facendo extraprofitti come hanno fatto le banche negli ultimi anni. Se non c'è disponibilità a fermare i prezzi potremmo chiedere un altro congruo intervento economico", ha concluso il Ministro, legando la stabilità interna alla protezione del potere d'acquisto dei cittadini.
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