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In una puntata speciale del podcast di Fedez e Mr. Marra, la Premier difende la riforma e respinge la personalizzazione dello scontro. Intanto a SkyTg24 è scontro aperto tra il Ministro Nordio e il costituzionalista Grosso su sorteggi e indipendenza delle toghe.
In una puntata speciale del podcast di Fedez e Mr. Marra, la Premier difende la riforma e respinge la personalizzazione dello scontro. Intanto a SkyTg24 è scontro aperto tra il Ministro Nordio e il costituzionalista Grosso su sorteggi e indipendenza delle toghe.
Il clima politico si scalda in vista della consultazione referendaria e Giorgia Meloni sceglie lo studio di Pulp Podcast per rivolgersi direttamente ai cittadini attraverso la conduzione di Fedez e Mr. Marra.
La Presidente del Consiglio ha voluto chiarire subito la natura del voto affermando che “non si vota sulla Meloni, si vota sulla giustizia. Anche chi non condivide questo governo dovrebbe valutare nel merito una riforma che punta a migliorare il funzionamento del sistema”.
Durante la conversazione, la Premier ha accusato il fronte del No di voler trasformare le urne in un test sul governo per evitare il confronto tecnico, poiché a suo dire avrebbero “difficoltà a contestare nel merito la riforma”. Meloni ha poi delineato il futuro dell'organo di autogoverno dei magistrati, spiegando che la lista dei laici dovrà essere condivisa con le opposizioni tramite una maggioranza dei tre quinti: “Voglio mantenere questa soglia, perché significa che nessuna maggioranza potrà decidere da sola”.
L'obiettivo, ha ribadito a Fedez e Mr. Marra, è una netta separazione tra i palazzi del potere e le toghe: “Vogliamo inserire una norma che impedisca, almeno per un periodo di tempo, a chi fa politica di entrare al CSM: così rafforziamo ancora di più l’incapacità della politica di incidere”.
Sull'eventualità di una sconfitta, la Premier è stata netta: “Non mi dimetterei perché è mia intenzione terminare il mandato. Se oggi voti No solo per mandare a casa la Meloni, rischi di tenerti sia la Meloni sia una giustizia che non funziona. Non mi sembra un affarone”.
Nello stesso momento, il dibattito si è acceso su SkyTg24 tra il Guardasigilli Carlo Nordio ed Enrico Grosso, leader del comitato per il No. Nordio ha rivendicato la scelta del sorteggio per i membri del CSM dichiarando: “Eliminiamo il vincolo che lega elettori ed eletti. Il sorteggio non avviene tra passanti ignari, ma nell'ambito di magistrati valutati due o tre volte. Mi interessa che venga reciso questo vincolo con le correnti”.
Il Ministro ha poi rincarato la dose sulla responsabilità dei magistrati definendo le sanzioni attuali come “puramente platoniche, dei buffetti che non hanno avuto conseguenza nelle carriere”.
Di segno opposto l'analisi di Grosso, secondo il quale il sorteggio è “umiliante per chi è sorteggiato e per chi non è nemmeno ritenuto degno di scegliere qualcuno che deve difendere la propria indipendenza”. Il costituzionalista ha avvertito che l'attuale proposta “smantella il CSM e quindi autonomia e indipendenza”, sottolineando che modificare la Carta serve solo a “introdurre un maggior condizionamento della magistratura nei confronti della politica: nel dubbio la Costituzione non cambiamola”.
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