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  • Venerdì 17 Aprile 2026

Svelato il segreto della memoria della pelle: ecco perché psoriasi e infiammazioni ritornano

Uno studio pubblicato su Science identifica le sequenze genetiche responsabili delle recidive croniche, aprendo la strada a nuove cure per cancro e dolore cronico.

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È stata individuata la "chiave" biologica che permette alla pelle di conservare una memoria a lungo termine delle proprie esperienze.

Questa scoperta spiega il motivo per cui patologie infiammatorie croniche, come la psoriasi, tendono a ripresentarsi ciclicamente anche a distanza di anni e, frequentemente, nelle medesime aree del corpo.

La ricerca, condotta dalla Rockefeller University e pubblicata sulla prestigiosa rivista Science, rivela che a conservare il ricordo delle infiammazioni passate sono specifiche sequenze genetiche che rimangono in uno stato "aperto" e disteso, pronte a reagire anche a stimoli ambientali di lieve entità.

Il team di ricercatori, coordinato da Elaine Fuchs, ha approfondito il ruolo delle cellule staminali cutanee. Se in precedenza era noto che questa memoria aiutasse a velocizzare la guarigione delle ferite, lo studio attuale ne evidenzia il lato oscuro: la capacità del tessuto di diventare ipersensibile, trasformando una reazione protettiva in un'infiammazione cronica persistente.

Il mistero dietro questo meccanismo è stato risolto analizzando le modifiche epigenetiche, ovvero quei cambiamenti che non mutano la sequenza del DNA ma ne influenzano l'attività attraverso l'applicazione di "etichette molecolari" sulla doppia elica.

In particolare, gli scienziati hanno osservato che lo stimolo infiammatorio iniziale induce alcune molecole a legarsi a tratti del genoma, mantenendoli pronti alla produzione di proteine. Se queste sequenze sono ricche delle basi citosina (C) e guanina (G), tendono a restare in questo stato di allerta anche dopo la cessazione dello stimolo, archiviando l'evento infiammatorio nella memoria cellulare permanente.

Questa scoperta non si limita alla dermatologia: i risultati potrebbero rivoluzionare l'approccio terapeutico verso altre condizioni in cui la memoria cellulare è determinante, come il dolore cronico, le recidive tumorali e persino la difficoltà nel mantenere il peso dopo una dieta.

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