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I manifestanti contro il governo: "Liberticidi". Nel mirino anche l'incontro con Netanyahu.
I manifestanti contro il governo: "Liberticidi". Nel mirino anche l'incontro con Netanyahu.
Momenti di forte tensione nella Capitale durante il corteo organizzato per contestare le politiche dell'esecutivo e i prossimi appuntamenti elettorali. Sotto lo slogan "no al referendum, no alla guerra, no al governo liberticida", la manifestazione è sfociata in un atto di aperta ostilità simbolica quando un gruppo di partecipanti ha dato alle fiamme, utilizzando dei fumogeni, un grande cartellone raffigurante la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio.
L'immagine bruciata dai manifestanti mostrava una caricatura dai toni aspri: la premier ritratta mentre teneva al guinzaglio il Guardasigilli, quest'ultimo rappresentato con una museruola. Sopra l'illustrazione campeggiava la scritta "No al vostro referendum", a ribadire la netta opposizione alla riforma della giustizia promossa dal governo.
La protesta non si è limitata ai temi interni. Poco dopo, i manifestanti hanno dato fuoco a una seconda fotografia che ritraeva la stretta di mano tra Giorgia Meloni e il premier israeliano Benjamin Netanyahu. In questo caso, il messaggio riportato sul cartellone denunciava la crisi in Medio Oriente con parole inequivocabili: "No al vostro genocidio, 75mila civili uccisi, 2 milioni di sfollati".
Le forze dell'ordine hanno monitorato lo svolgimento del corteo, che ha attraversato il centro cittadino portando in piazza il dissenso radicale di diverse sigle contro la politica estera e le riforme istituzionali della maggioranza.
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