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Il leader della Lega promuove la scelta "pragmatica" degli USA sul petrolio russo. Il Ministro degli Esteri ribadisce la linea di fermezza: "Italia promotrice delle misure contro Mosca per arrivare alla pace".
Il leader della Lega promuove la scelta "pragmatica" degli USA sul petrolio russo. Il Ministro degli Esteri ribadisce la linea di fermezza: "Italia promotrice delle misure contro Mosca per arrivare alla pace".
Si riaccende il dibattito interno al governo italiano sulla gestione dei rapporti economici con Mosca, innescato dalle recenti mosse di Washington. I due vicepremier, Matteo Salvini e Antonio Tajani, hanno espresso posizioni diametralmente opposte circa l'opportunità di allentare le sanzioni contro la Russia, seguendo la scia della nuova amministrazione Trump.
A dare fuoco alle polveri è il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, che a margine di un appuntamento elettorale a Ponte Milvio ha promosso apertamente il cambio di rotta statunitense. "C'è la principale potenza dell'Alleanza libera occidentale e la guida della Nato, ovverosia gli Stati Uniti che hanno allentato le sanzioni nei confronti del petrolio che arriva dalla Russia: hanno fatto una scelta pragmatica e io ritengo che l'Italia e l'Europa debbano prendere in considerazione la stessa scelta pragmatica", ha dichiarato il leader della Lega. Salvini ha poi respinto le accuse di vicinanza al Cremlino: "Non si tratta di essere pro-Putin o anti-Putin. Non volere gli atleti paralimpici alle paralimpiadi o gli artisti russi alla Biennale di Venezia non significa difendere l'Ucraina, significa essere sciocchi. Quindi Trump secondo me ha fatto bene".
Di segno opposto la reazione del Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ha ribadito la linea della continuità e della fermezza diplomatica. Alla domanda se le sanzioni vadano mantenute, il leader di Forza Italia ha risposto con un netto "Assolutamente sì". Tajani ha ricordato il ruolo di primo piano dell'Italia nella costruzione del fronte sanzionatorio: "L'Italia è stata tra i Paesi promotori delle sanzioni alla Russia per spingere Mosca a arrivare a un cessate il fuoco. Anche lì vogliamo che la guerra finisca il prima possibile: siamo favorevoli a ogni iniziativa, abbiamo sostenuto l'azione americana e speriamo che i colloqui tra le due parti possano andare nella giusta direzione anche se è molto difficile, la pace è l'obiettivo finale".
La divergenza tra i due vicepremier riflette la complessità del momento geopolitico, con una parte della maggioranza che preme per un realismo economico dettato dalle mosse di Trump e l'altra che intende preservare l'unità del blocco europeo e il valore coercitivo delle misure economiche finché non sarà raggiunto un obiettivo concreto sul tavolo della pace.
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