Iran-Usa, Trump: "Stop bombardamenti per due settimane". Venerdì i colloqui a Islamabad

Teheran riapre lo Stretto ma introduce i pedaggi. Mentre l'Ucraina plaude alla determinazione USA, Israele prosegue i raid in Libano e nega la tregua.

(Prima Notizia 24)
Mercoledì 08 Aprile 2026
Roma - 08 apr 2026 (Prima Notizia 24)

Teheran riapre lo Stretto ma introduce i pedaggi. Mentre l'Ucraina plaude alla determinazione USA, Israele prosegue i raid in Libano e nega la tregua.

Svolta nella crisi mediorientale: il presidente americano Donald Trump ha annunciato la sospensione degli attacchi contro l'Iran per due settimane, accogliendo la mediazione del Pakistan e della Cina.

La tregua è condizionata alla riapertura sicura dello Stretto di Hormuz. Trump ha definito il provvedimento “a doppia faccia”, affermando che gli USA hanno già superato gli obiettivi militari e che si tratta di “una vittoria totale”, pur avvertendo: “Se l’accordo non è buono torniamo in guerra immediatamente”.

Sul fronte opposto, la Guida Suprema Mojtaba Khamenei ha accettato l'intesa, e il ministro Abbas Araghchi ha confermato che il transito a Hormuz sarà garantito sotto coordinamento iraniano, con l'introduzione di pedaggi per finanziare la ricostruzione.

La notizia è stata accolta con estremo favore a Kiev, dove il ministro degli Esteri Andrii Sybiha ha dichiarato: “La determinazione americana funziona. Crediamo che sia giunto il momento per una determinazione sufficiente a costringere Mosca a un cessate il fuoco”.

Tuttavia, la mattinata è stata segnata da pesanti scontri. Israele ha bombardato il Libano meridionale, colpendo Tiro e Sidone (8 morti e 22 feriti), con Benjamin Netanyahu che ha gelato le speranze di pace globale: “Il cessate il fuoco di due settimane non include il Libano”. Una posizione in netto contrasto con quella del premier pakistano Sharif, che parlava di tregua universale.

Intanto, il Segretario di Stato Marco Rubio ha confermato la liberazione della giornalista Shelley Kittleson, rapita in Iraq dalle milizie filo-iraniane che hanno a loro volta annunciato lo stop alle operazioni.

In Italia, il ministro Antonio Tajani ha definito la sospensione “molto positiva”, auspicando che porti a una soluzione negoziale, pur ammettendo che la situazione libanese resta “piuttosto complicata”. Di tenore opposto il commento del premier spagnolo Pedro Sanchez: “Il governo spagnolo non applaudirà chi incendia il mondo solo perché poi si presenta con un secchio d’acqua”.

Mentre i leader europei come il Presidente del Consiglio Antònio Costa e l'Alto Rappresentante per la Politica Estera Kaja Kallas plaudono al passo indietro dal baratro, l'opposizione israeliana con Yair Lapid parla di “disastro politico” per Netanyahu.

Per venerdì sono attesi a Islamabad colloqui decisivi ai quali dovrebbero partecipare anche il vicepresidente JD Vance e Jared Kushner per trasformare questa tregua in un'“Età dell’Oro del Medioriente”, come auspicato da Trump.


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