'Ndrangheta, maxi operazione della Polizia: 54 arresti, smantellato il "Locale dell'Ariola"

Colpita la cosca Emanuele-Idà attiva nel comprensorio delle Serre vibonesi. Impegnati 350 agenti in cinque regioni: sequestrate armi da guerra e oltre 400 kg di droga.

(Prima Notizia 24)
Mercoledì 08 Aprile 2026
Vibo Valentia - 08 apr 2026 (Prima Notizia 24)

Colpita la cosca Emanuele-Idà attiva nel comprensorio delle Serre vibonesi. Impegnati 350 agenti in cinque regioni: sequestrate armi da guerra e oltre 400 kg di droga.

Una vasta operazione della Polizia di Stato ha portato all'esecuzione di 54 misure cautelari in diverse province italiane, tra cui Vibo Valentia, Milano e Benevento, colpendo duramente i vertici e gli affiliati della consorteria di 'ndrangheta nota come "Locale dell’Ariola".

Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione mafiosa, traffico di stupefacenti, tentato omicidio, estorsione e detenzione di armi da guerra.

L'inchiesta, coordinata dalla Procura distrettuale di Catanzaro, ha svelato la piena operatività della 'ndrina Emanuele-Idà di Gerocarne, capace di esercitare un controllo capillare e spietato sul territorio delle Serre vibonesi attraverso intimidazioni, pestaggi e spedizioni punitive ai danni di privati cittadini.

L'efferatezza del gruppo è stata documentata anche da episodi di crudeltà gratuita, come l'uccisione a colpi di pistola di cani randagi in pieno centro abitato da parte di uno degli indagati.

L'attività investigativa ha ricostruito un solido traffico di droga con ramificazioni in Piemonte, Emilia Romagna e Lombardia, facendo emergere contatti anche con soggetti già coinvolti nell'inchiesta milanese "Doppia curva".

Per saturare il mercato locale e nazionale, il sodalizio disponeva di una filiera di approvvigionamento collaudata che garantiva ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti.

Nel corso delle indagini sono stati sequestrati oltre 410 kg di marijuana, consistenti dosi di cocaina, hashish ed eroina, oltre a un vero e proprio arsenale composto da pistole semiautomatiche, revolver, fucili e una pistola mitragliatrice con matricola punzonata, utilizzata anche per l'addestramento al tiro degli accoliti.

L’operazione ha visto l'impiego di circa 350 operatori della Polizia di Stato, supportati da unità cinofile antiesplosivo e antidroga, reparti volo e specialisti della Scientifica.

Le indagini hanno inoltre fatto luce su reati finanziari e patrimoniali, tra cui il trasferimento fraudolento di valori, aggravati dal metodo mafioso.

Il blitz odierno rappresenta un colpo decisivo alla capacità operativa di una delle organizzazioni criminali più pericolose della Calabria, capace di proiettare i propri interessi illeciti e la propria forza intimidatrice ben oltre i confini regionali, stabilendo legami strutturali con le piazze di spaccio del Nord Italia.


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